le Cinque Porte

Sotto il dominio angioino le mura furono completamente riedificate e allontanate dalla fortezza di Monte Albano con l’accesso alla città regolato da cinque porte:

  • Porta Troja, a sud;
  • Porta Sant’Antonio Abate, a nord ovest (si apre nei pressi dell’omonima chiesa, verso Colle Belvedere);
  • Porta San Severo, a nord est (probabilmente cambia denominazione, dato che in alcune fonti si ritrova Porta Casalis Novi in direzione Casale Novo, un centro nei pressi di San Severo);
  • Porta San Giacomo, ad est;
  • Porta Foggia, a sud est.

Porta Troia

Il rione è legato all’antico ingresso principale della città e conserva oggi l’unico arco di epoca angioina, risalente agli ultimi anni di regno di Roberto d’Angiò, che si affaccia su Piazza del Popolo. Si tratta della zona sud della città che collega il centro angioino con la città di Troia; il suo territorio si estende fino alla Stazione Ferroviaria e include i quartieri di Pezza del Lago e 167, e una parte del Centro Storico, fra cui Le Mura.
Stemma: di rosso, all’aquila d’oro ad ali spiegate.
Porta Troia Stendardo

Porta Albana

Il rione trae origine da una porta (denominata Albana da alcuni storici), che si ritiene si aprisse fra il colle Albano e il colle Belvedere, nella cinta muraria esterna riferibile all’età romana, secondo la mappa disegnata da Rocco del Preite a fine ‘600. Non ci sono fonti storiche sulla presenza di questa porta in epoca svevo-angioina. Con gli angioini l’area della fortezza è separata dalla città, forse con l’arretramento delle mura e l’apertura di una nuova porta, che prenderà successivamente il nome di Porta Sant’Antonio Abate, per la vicinanza dell’omonima chiesa. Si tratta della zona ovest-nord ovest della città; il suo territorio si estende dalla Fortezza Svevo-Angioina all’Ospedale Lastaria, includendo il quartiere di Porta Croce, la Villa Comunale e la parte del Centro Storico vicina a San Domenico.
Stemma: dal 1985, di beige con una sbarra rossa e due conchiglie dello stesso colore disposte in capo e in punta;
nel 1993 e dal 2017, di beige con due sbarre rosse e due conchiglie dello stesso colore disposte in capo e in punta.
Porta Albana Stendardo

Porta San Severo

Il rione trae origine dalla porta che si apriva in quella che attualmente è Piazza dei Martiri di Via Fani e che venne abbattuta nel 1860. Si tratta della zona nord-nord est della città che collega il centro angioino con la città di San Severo; il suo territorio si estende fino al Cimitero Comunale, includendo il quartiere dei Cappuccini e buona parte del Centro Storico (San Francesco, Carmine, Cassella, Torretta, Santa Lucia e San Matteo).
Stemma: dal 1985, di azzurro con una sbarra d’oro caricata di tre rose rosse;
dal 2017, di azzurro con una sbarra d’oro caricata di tre rose rosse, e una spiga di grano al naturale nel canton destro del capo.
Porta San Severo Stendardo

Porta San Giacomo

Il rione trae origine dalla porta che si apriva in un punto imprecisato delle mura, in direzione dell’antico casale di San Giacomo sito extra moenia. Si tratta della zona a est di Lucera; il suo territorio si estende fino all’Anfiteatro Augusteo, includendo una parte del Centro Storico, fra cui San Leonardo.
Stemma: dal 1985, scaccato di verde e di giallo;
dal 2017, inquartato di verde e di giallo, con una stella d’oro a otto punte nel primo cantone.

Porta Foggia

Il rione è legato alla porta che si apre in Piazza Di Vagno, una ricostruzione ottocentesca della porta medievale. Si tratta della zona sud est della città che collega il centro angioino con la città di Foggia; il suo territorio si estende dalla parte del Centro Storico includendo una parte del Centro Storico, fra cui Santa Caterina.
Stemma: dal 1985, d’oro con una sbarra rossa;
dal 1987, d’oro con una sbarra rossa e due pignatte di nero disposte in capo e in punta;
dagli anni ’90, d’oro a tre pignatte di nero disposte 2 su 1, con un lambello a tre pendenti di rosso nel capo. È l’unico tra i 5 stemmi delle porte ad essere chiaramente identificabile con l’arma della famiglia Pignatelli.

Per gli stendardi, idea e disegno di Mosè La Cava 2017


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