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Torneo delle Chiavi Lucera 2019 Raffaele Battista

Lucera dalle origini

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Le origini e i primi secoli
Lucera, fin dalla sua origine, fu denominata “chiave delle Puglie”, per la sua posizione strategica, quale porta del Tavoliere.
Le prime testimonianze di vita nell’area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.
È considerata un’antica città dei Dauni, come la definì il geografo greco Strabone (58 a.C.-24 d.C.) narrando la leggenda secondo la quale Diomede, re d’Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso l’Apulia e si stabilì presso Lucera, dove depose le armi e il Palladio nel tempio di Athena Iliàs e costituì una colonia greca.

Periodo Romano
Fra Dauni e Sanniti non correva buon sangue e questo fu di fondamentale importanza durante la seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), quando l’esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella Battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.): i Romani dovettero passare sotto il giogo dei Sanniti. Proprio a Luceria, i Sanniti rinchiusero seicento cavalieri romani, lasciati come ostaggio.
In seguito a quel disastro, il console Lucio Papirio Cursore nel 320 a.C. mise sotto assedio la città, dove si trovava un forte contingente di Sanniti: 7 000 guerrieri sotto il comandante Gaio Ponzio. Questi dovettero arrendersi e liberare gli ostaggi, consegnare tutte le armi e salmerie, e passare sotto il giogo dei soldati romani, che così si vendicarono dell’umiliazione subita. Luceria passò sotto il dominio dei Romani e Lucio Papirio Cursore, per questa vittoria, tornato a Roma, ottenne il trionfo[16].
Dopo pochi anni, nel 315 a.C., l’antica città dauna si ribellò a Roma, tornando dalla parte dei Sanniti, ma durò poco: nel 314 a.C. i consoli Petilio e Sulpicio riuscirono ad impadronirsene colla forza; Luceria si trasformò in colonia di diritto latino e si sviluppò grazie alla favorevole posizione difensiva.
Nel 295 a.C. i Sanniti tentarono un ultimo attacco verso Luceria, ma il console Marco Atilio Regolo riuscì a sconfiggere le truppe nemiche, sancendo in modo definitivo la vittoria romana (294 a.C.).
Nel 265 a.C. Luceria fu messa a capo di una delle quattro province questorie della repubblica. Fedelissima a Roma, la Colonia “iuris latini”, per la sua grande lealtà, fu sempre tenuta in grande considerazione dai Consoli e dal Senato (Lucerinis bonis et fidelibus sociis – Livio: IX, X), ricevendone ampia autonomia e indipendenza d’azione, diritto di conio con proprie monete, proprie leggi, proprio fisco, propri magistrati.

L’Alto Medioevo
A seguito della vittoria bizantina sui Goti (553), Giustiniano rimette Luceria a capoluogo di provincia della regio II Apulia et Calabria, dopo che per un dato periodo fu spostato a Canosa.
Agli inizi del VII secolo, sotto il duca Arechi I, i Longobardi avanzarono verso la provincia di Luceria e si insediarono nelle zone più periferiche della città, su Colle Albano, dove sorgeva l’acropoli romana, e nei pressi dell’Anfiteatro nella parte est.
Il ducato fu presto costituito, ma nel 663, Luceria fu distrutta dal bizantino Costante II. L’assetto romano scomparve quasi completamente e i lucerini furono costretti alla fuga, formando vari centri del Subappennino (Biccari) e della costa adriatica (Lesina). La vecchia chiesa fu saccheggiata e i corpi dei santi vescovi furono trafugati o portati nelle nuove frazioni costituite. San Basso giunse poi a Termoli mentre San Pardo trovò sacra dimora in Larino.
Nel 743, sulle rovine della città, nuovamente longobarda, arrivo il vescovo Marco II. Il patriarca partecipò al Concilio di Roma del 22 marzo 744, chiedendo a papa Zaccaria aiuti e preghiere per il popolo lucerino. Al suo ritorno a Luceria, portò con sé i monaci benedettini e una statua della Vergine Maria. La chiesa dei santi Giacomo e Barnaba, semi distrutta, fu restaurata e in un altare fu collocata la statua della Vergine, che da quel giorno venne invocata come protettrice della città e dell’intera diocesi che, come l’antica chiesa, fu intitolata a Santa Maria.
Con il ritorno dei Longobardi, la città venne nuovamente fortificata e le mura furono ristrette, tenendo fuori sia l’acropoli di Colle Albano e sia i resti dell’Anfiteatro Romano. Da cinque miglia, il perimetro si riduce a un miglio e mezzo, con l’apertura di cinque porte:

a nord est la Porta San Severo, che sostituì l'antica Porta Sacra;
ad est la Porta San Jacobi, nuova entrata nel casale di San Giacomo;
a sud est la Porta Foggia, che sostituì l'antica Porta Arga;
a sud la Porta Troja, ricostruita sui resti dell'antica Porta Ecana;
a nord ovest la Porta Albana, fra il Colle Albano e il Colle Belvedere.

Con l’avanzamento dei Saraceni, numerose furono le guerre che Luceria intraprese, fino a quando nel 1060 circa, la città fu conquistata dai Normanni, al fianco dei quali alcuni lucerini parteciparono anche alle Crociate in Terra Santa.
Il dominio normanno cessò intorno al 1200, quando a esso subentrarono gli Svevi.

leggi… il 1200 e 1300

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